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#Ecco il protocollo: necessario per ripartire ma assai costoso

Omag Consolini Volley - San Giovanni in Marignano
Pubblicato da in Rassegna stampa · 26 Agosto 2020
A poco più di due settimane dall'inizio dell'attività ufficiale (Coppa Italia di Superlega il 13 settembre, campionato di A2 femminile il 20, almeno per quanto riguarda le tre realtà romagnole), il mondo della pallavolo compie un passo in avanti fondamentale in vista del regolare svolgimento della stagione. La Federazione, infatti, ha stilato insieme alle due leghe di Serie A il protocollo per permettere la ripartenza dell'attività delle squadre di alto livello, sempre nel pieno rispetto della normativa statale e regionale, connessa al rischio di diffusione da Covid19.

Il documento nasce dalla necessità di definire un percorso specifico riservato ai club, allo scopo di fornire le massime garanzie per gli addetti ai lavori, recependo le indicazioni del Cts, al fine di ridurre al minimo il rischio di contagio. Si tratta di norme che riguardano tutto ciò che circonda l'attività delle squadre, dallo screening iniziale applicato ai soggetti che fanno parte del gruppo (giocatori, allenatori, preparatori fisici, fisioterapisti, medici), alla gestione degli atleti stranieri, dallo screening degli ufficiali di gara alle regole da seguire prima, durante e dopo le partite (sanificazione dei palloni, utilizzo degli spogliatoi, coinvolgimento dei raccattapalle, divieti di foto di squadra e di cerimonie), fino alla gestione della situazione in caso di persone positive al virus.

A quest'ultimo proposito, il soggetto trovato positivo sarà allontanato dalla squadra e isolato, seguendoil percorsoprevisto dalle autorità competenti, mentre tutti gli altri componenti del gruppo saranno sottoposti entro 24 ore a un primo tampone ed entro 48 ore a un secondo. Nel caso in cui si verificassero delle positività fino a un massimo di tre atleti all'interno di una società, la gara si effettuerà regolarmente.

Laddove invece il numero dei positivi fosse maggiore, sarà rinviata. In ogni caso, gli atleti saranno sottoposti agli esami con una cadenza di quindici giorni. Da questo discorso al momento viene tenuto fuori, in attesa di indicazioni da parte delle autorità governative e regionali, l'aspetto del pubblico all'interno dei palazzetti.

Bonitta e la Consar I rappresentanti delle tre società romagnole hanno reagito con moderata soddisfazione alle normative comprese in questo protocollo. "Ci stiamo avviando nella direzione di una lenta apertura –spiega il direttore tecnico e coach della Consar, Marco Bonitta –anche se trovo giusto andare avanti con le cautele del caso, perché in caso contrario si rischia di chiudere di nuovo tutto.

Si tratta di un documento condiviso da tutte le società, che ci permette di cominciare l'attività agonistica, con la speranza che in futuro, sempre ci sia la possibilità, le norme vengano allentate in maniera progressiva. È chiaro che i costi lievitano e la mia speranza è che non siano addossati solo sulle spalle delle società". Bottaro e la Conad Quello della spesa è un tasto su cui spinge anche il direttore generale dell'Olimpia Teodora, Giorgio Bottaro. "Se da una parte è molto seria, dall'altra questa normativa è davvero onerosa.

Basti pensare che, se tutto va bene, dovremo prevedere un esborso non preventivato di circa 16mila euro. Ovviamente noi ci adeguiamo, ma non capisco il motivo per cui il mondo della pallavolo di alto livello debba seguire questo protocollo, mentre in altri ambiti no. Non vedo la differenza, per esempio, con l'attività giovanile, che al momento deve osservare norme meno restrittive". Manconi e la Omag Sulla stessa lunghezza d'onda viaggia il presidente di San Giovanni in Marignano, Stefano Manconi. "E'un protocollo molto impegnativo, forse troppo, per le società come la nostra. All'inizio può anche essere affrontabile, ma non posso pensare che possa durare per tutti gli otto mesi della stagione. Vediamo cosa succede anche nel calcio dilettantistico, dove è previsto un solo tampone a inizio attività, per capire se possa rappresentare un modello applicabile in futuro anche al nostro. È però anche vero che, se non fossero state emanate queste norme, sarebbe quasi di sicuro stato impossibile incominciare i campionati".






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